Nånting måste gå sönder

(Something Must Break)

Svezia, 2014, HDCAM, 90', col.

regia:

Ester Martin Bergsmark

Nånting måste gå sönder

"Io non sono gay". "Nemmeno io". Questo scambio di battute è la chiave della love story tra il misterioso, affascinante etero Andreas e l'androgino Sebastian in una Stoccolma notturna e underground. Si conoscono e cominciano a frequentarsi dopo che Andreas, un angelo custode in giacca di pelle, un James Dean cupo e generoso, salva Sebastian (che si fa chiamare Ellie) da un'aggressione omofoba. Un amour fou poetico e punk, premuroso ed eccentrico, orgasmico in maniera anticonvenzionale, intrappolato nelle barriere del genere ma immerso in un candido feticismo che spinge entrambi a modificarsi e ad accettarsi. Esordio nel lungometraggio del regista svedese Ester Martin Bergsmark, già al TGLFF 2013 con il magnifico, liquido She Male Snails, frutto del sodalizio con l'artista transgender (e partner) Eli Leuven, autore del romanzo che ha ispirato il film. Premiato a Rotterdam 2014 con il Tiger Award e in concorso al Tribeca di New York.

sceneggiatura

Eli Levén, Ester Martin Bergsmark

montaggio

Ester Martin Bergsmark, Andreas Nilsson, Marlene Billie Andreasen, Hanny Storby

fotografia

Lisabi Fridell, Minka Jakerson

scenografia

Alexi Carpentieri

costumi

Erik Annerbom

interpreti

Saga Becker, Iggy Malmborg , Shima Niavarani

produttore

Anna-Maria Kantarius

produzione

Garagefilm International AB

 

contatto

Outplay Films
assistant@outplayfilms.com
www.outplayfilms.com

 

Ester Martin Bergsmark

Biofilmografia

Ester Martin Bergsmark è nato a Stoccolma nel 1982 e vive a Berlino. Con Fruit Cake (2007) ha partecipato al progetto Dirty Daries (2009), raccolta di tredici cortometraggi porno in chiave femminista. Nel 2008 ha esordito con il documentario sperimentale Maggie in Wonderland, a cui è seguito, nel 2012, Pojktanten, presentato al TGLFF 2013, dove è tornato l’anno successivo con il suo primo lungo, Nånting måste gå sönder (2014), premiato a Göteborg, a Rotterdam ed al Queer Lisboa.