Eastern Boys

Francia, 2013, 35mm, 128', col.

regia:

Robin Campillo

Eastern Boys

Un gruppo di giovani immigrati slavi bivacca alla Gare du Nord di Parigi, che ha trasformato nel suo territorio di caccia. Tra questi c'è Marek, che viene notato da Daniel, cinquantenne solitario che lo invita a casa per un po' di sesso a pagamento. Ma il giorno dopo alla porta di Daniel si presenta l'intera banda, che mette a soqquadro e svaligia l'abitazione. A guidarla Boss, un russo dai modi sbrigativi ed arroganti, che minaccia apertamente Daniel. Inspiegabilmente, però, Marek torna a farsi vivo e tra i due nasce un rapporto che, con il passare del tempo, sembra slegarsi dai meccanismi di prostituzione da cui è nato. Ma ad incombere sul loro legame il passato del ragazzo, in fuga dalla guerra in Cecenia, e le dinamiche di violenza dalle quali proviene, incarnate dal potere che Boss esercita su di lui. E da cui Daniel lo spinge ad affrancarsi. Una love story tesa ma piena di speranza, vincitrice della sezione Orizzonti al Festival di Venezia 2013.

sceneggiatura

Robin Campillo, Gilles Marchand

montaggio

Robin Campillo

fotografia

Jeanne Lapoirie

costumi

Isabelle Pannetier

suono

Olivier Mauvezin

musica

Arnaud Rebotini

interpreti

Olivier Rabourdin, Kirill Emelyanov, Daniil Vorobyev, Edéa Darcque, Bislan Yakhiaev, Moahamed Doukouzov, Camila Chakirova, Aitor Bourgade, Beka Markozashvili

produttore

Hugues Charbonneau, Marie-Ange Luciani

produzione

Les Films de Pierre

 

contatto

Playtime
info@playtime.group
www.playtime.group

 

Robin Campillo

Biofilmografia

Robin Campillo ha studiato cinema presso l'IDHEC di Parigi e, dopo le prime esperienze come sceneggiature e montatore, ha esordito nella regia con il film fantastico Les revenants (2004). Quindi ha scritto con François Bégaudeau e Laurent Cantet La classe – Entre les murs (2006), insignito, tra i vari riconoscimenti, della Palma d'oro a Cannes e del César per il miglior adattamento. In seguito ha diretto Eastern Boys (2013), migliore pellicola nella sezione Orizzonti a Venezia, e 120 battiti al minuto (2017), che ha ricevuto ben cinque premi a Cannes, tra cui il Gran Prix Speciale della Giuria e la Queer Palm.  

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