Kanarie

(Canary)

Sudafrica, 2018, 2K, 123', col.

regia:

Christiaan Olwagen

Kanarie

Sudafrica, 1986. Il diciottenne Johan Niemand viene chiamato a prestare il servizio militare e, superata un'audizione, entra a fare parte del coro SADF chiamato Canarie. In un ambiente dove legge e religione opprimono l'individualità, Johan e gli altri  ragazzi del coro devono sopravvivere all'addestramento militare e partecipare ad un tour nazionale in cui, intrattenendo le persone, devono fortificare in esse la fede nello sforzo militare e promuovere la causa di Chiesa e Stato. Durante il tour, Johan si innamora di un compagno del coro e inizia a mettere in discussione se stesso e il suo mondo. Attraverso l'incontro con numerosi personaggi, il ragazzo si rende conto della realtà e si confronta con il problema dell'apartheid. Mentre Johan inizia a riflettere su religione, patriottismo e sessualità, la sua creatività emergente e la sua passione per la musica lo portano a un conflitto diretto con i propri comandanti.

sceneggiatura

Charl-Johan Lingerfelder, Christiaan Olwagen

montaggio

Eva Du Preez

fotografia

Chris Vermaak

costumi

Mariechen Vosloo

trucco

Mari Conradie

suono

Charl-Johan Lingerfelder

musica

Charl-Johan Lingerfelder

interpreti

Schalk Bezuidenhout, Hannes Otto, Gerard Rudolf, Jacques Bessenger, Ludwig Binge, Francois Jacobs, De Klerk Oeloofse, David Viviers, Andrico Goosen

produttore

Jaco Smit, Roelof Storm

produzione

Marche Media

 

contatto

Breaking Glass Pictures

www.bgpics.com

 

Christiaan Olwagen

Biofilmografia

Christiaan Olwagen, nato a Cape Town (Sudafrica), ha studiato alla University of Stellenbosch, specializzandosi in direzione teatrale con Marthinus Basson. Durante il periodo di studi ha ottenuto numerosi premi, tra cui il Fleur Du Cap Award for Most Promising Student, il Rosalie van der Gucht Award for Best New Director e lo Standard Bank Young Artist Award for Theatre. Nel 2013 ha esordito con il corto . Il suo primo lungometraggio, Johnny is nie Dood nie (2016), è stato descritto dalla critica sudafricana come una pietra miliare del cinema Afrikaans.