Mapplethorpe

USA, 2018, 16mm, 102', b/n-col.

regia:

Ondi Timoner

Mapplethorpe

Il film esplora la vita di Robert Mapplethorpe e alcuni momenti prima che lui e Patti Smith si trasferissero nel famoso Chelsea hotel di New York. Qui il fotografo inizia a ritrarre i suoi abitanti e i suoi musicisti, le stelle del cinema e i membri della sotterranea BDSM (Bondage/Discipline, Dominance/Submission, Sado/Masochism, chiamato anche "SM" or "S&M"-sadomaso). Ondi Timoner esplora l'intersezione tra l'arte e la sessualità del fotografo e la sua lotta per il riconoscimento ufficiale. Mapplethorpe offre un ritratto sfumato di un artista all'apice del suo mestiere e i suoi impulsi autodistruttivi che minacciano di far crollare tutto. Nessun fotografo fu così abile prima di Robert Mapplethorpe a restituire la bellezza e l'ambiguità. Dopo la sua morte il suo nome è rimasto il sinonimo di contrasti artistici e di audacia di cui le stampe in bianco e nero dei suoi fiori voluttuosi da un lato e le sue provocatorie immagini di nudo dall'altra sono testimonianza.

sceneggiatura

Ondi Timoner, Mikko Alanne

montaggio

John David Allen, Lee Percy, Ondi Timoner

fotografia

Nancy Schreiber

costumi

Tom Broecker

musica

Marcelo Zarvos

interpreti

Matt Smith, Marianne Rendon, John Benjamin Hickey, Brandon Sklenar, McKinley Belcher III, Mark Moses

produttore

Richard J Bosner, Eliza Dushku, Nate Dushku, Ondi Timoner

produzione

Boston Diva Productions, Interloper Films

 

contatto

The Film Collaborative
festivals@thefilmcollaborative.org
www.thefilmcollaborative.org

 

Ondi Timoner

Biofilmografia

Ondi Timoner è vincitrice per ben due volte del Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival per i suoi documentari Dig! (2004) e We Live in Public (2009). Qui collabora con Eliza e Nate Dushku, la quale, attrice di successo al cinema e in televisione, per questo film lavora dietro la macchina da presa. Girato su pellicola 16mm e Super 8mm, il film offre una visione ricca e strutturata del mondo dell'arte newyorkese al suo apice. La presenza di Matt Smith sotto la sua regia riesce a creare il vivido e stimolante ritratto di una vera icona culturale.