Capital Retour

Francia, 2019, 2K, 69', col.

regia:

Léo Bizeul

Capital Retour

Un corpo alla ricerca di un senso. O piuttosto il contrario? Ovvero un senso che cerca disperatamente un corpo nel quale attualizzarsi e trovare una modalità di essere, una possibilità di esistenza? Delle figure, tratteggiate nell'indeterminatezza del proprio essere sospese in un territorio indefinito, nomadi e mutanti nei corpi e nello spirito, in un'identità che non può essere ingabbiata ma deve sempre rigenerasi e trasformarsi. Contraddicendo le pratiche di autoritratto così diffuse nel cinema contemporaneo, rappresentate dai selfies e dalle web-cam, Capital Retour mette in scena e si avvale di un approccio più curioso e stimolante. Intrecciando le forme del grottesco con la riflessione teoretica proposta nel 1996 da Hal Foster in Obscene, Abject, Traumatic, propone – nel ritratto di una figura che non accetta l'alternativa binaria del genere – la possibilità di mediare attraverso un corpo inquieto e mobile la ricerca di un possibile ritorno alle forme del reale.

montaggio

Léo Bizeul

fotografia

Léo Bizeul

suono

Augustin Soulard, Charlotte Cherici, Léo Bizeul

interpreti

Léo Le Guevel, Camille Moisan, Suzanne Maubian, Christiane Geoffroy, Claude Couturier, Cornelia Shneider, Manfred Sternjakob, Thomas Soriano, Muriel Boulier

produttore

Léo Bizeul

 

contatto

Léo Bizeul

 

Léo Bizeul

Biofilmografia

  Léo Bizeul è nato nel 1994 a Pabu. Vive e lavora a Starsburgo. Artista e cineasta indipendente, ha realizzato numerosi cortometraggi autoprodotti, tra i quali ricordiamo Pepe Ha Meme O Deus Kaset Ac'Hanon e Pors Garo (2014), Toto, I've a feeling, we're not in Kansas anymore (2015) e Sonnet à la science (2016). Capital retour  è il suo primo lungometraggio documentario.