Sauvage

Francia, 2018, HD, 99', col.

regia:

Camille Vidal-Naquet

Sauvage

Léo ha 22 anni e si prostituisce per strada vendendosi a chiunque lo paghi. Gli uomini vanno e vengono e lui rimane lì... Guidato da un'inesauribile bramosia d'amore che gli permette di andare avanti nonostante la profonda violenza del mondo che lo circonda. Personaggio enigmatico, nulla del suo passato è noto. A dispetto della brutalità che permea la sua condizione, cerca di ritagliare attimi di dolcezza nel tempo trascorso con i suoi clienti, rubando un bacio o un abbraccio. La solitudine è al contempo cifra drammatica del suo essere e punto di forza: è per lui una forma di libertà assoluta, di ribellione all'adeguamento alle norme sociali e di rifiuto nei confronti di qualsiasi tentativo di imposizione. Sauvage indaga la prostituzione nella sua quotidianità ritraendone i giovani attori come lavoratori "invisbili" che nessuno vuole vedere e che vengono esclusi con violenza dalla propria città, che tuttavia non può fare a meno di loro.

sceneggiatura

Camille Vidal-Naquet

montaggio

Elif Uluengin

fotografia

Jacques Girault

musica

Romain Trouillet

interpreti

Félix Maritaud, Eric Bernard, Nicolas Dibla

produttore

Emmanuel Giraud, Marie Sonne-Jensen

produzione

Les Films de la Croisade , La Voie Lactée

distribuzione

Pyramide International

 

contatto

Mial Vision

www.mialvision.com

 

Camille Vidal-Naquet

Biofilmografia

Dopo aver conseguito il master in letteratura, Camille Vidal-Naquet (1972) ha esordito con il cortometraggio sperimentale Génie d'Arthur Rimbaud (1996), seguito dai due film di fiction Backstage (2001) e Mauvaise tête (2014). In parallelo si dedica anche all'insegnamento dell'Analisi del film. Sauvage (2018), presentato alla 57ma Settimana Internazionale della Critica di Cannes, è il suo lungometraggio d'esordio.